Progetto Europeo ENABLE

Progetto Europeo ENABLE

 

Il Progetto ENABLE - Early Network-based Action against abusive Behaviours to Leverage victim Empowerment si fonda sul protocollo ZEUS, siglato nel 2018 e rinnovato nel 2019, tra la divisione Anticrimine della Polizia di Milano e il CIPM di Milano per l’effettiva applicazione della legge no. 38/2009 e 119/2013 sulla violenza domestica e sullo stalking. Nel giugno 2020 è stato siglato anche tra la Questura di Cagliari, divisione Anticrimine della Polizia di Stato e il CIPM Sardegna.

Il protocollo garantisce una risposta precoce, integrata e su più livelli, alla violenza domestica; questo implica che l’autore di violenza domestica o stalking, che viene ammonito, sia immediatamente preso in carico dall’équipe del CIPM per un trattamento clinico/criminologico. Contemporaneamente, a chi ha subito atti violenti o persecutori verranno indicati i centri specializzati presenti sul territorio. Seguendo questo iter possono essere raggiunti numerosi obiettivi: - prevenire la violenza di genere attraverso l’invio precoce al trattamento per le persone ammonite -produrre, attraverso il trattamento, cambiamenti nei soggetti ammoniti, allo scopo di sospendere gli atti violenti e persecutori - creare una forte rete e di partenariati tra Forze dell’Ordine e altri enti del territorio, che consentirà un aumento dei soggetti ammoniti che accedono precocemente a un percorso di trattamento - proteggere le vittime attraverso l'accesso ai servizi specialistici -far conoscere i propri diritti a chi subisce atti persecutori e migliorarne i sentimenti percepiti di sicurezza e benessere - creare una rete di professionisti qualificati sul territorio Grazie al progetto ENABLE, il protocollo ZEUS verrà siglato in altre 8 città italiane: Genova, Piacenza, Verona, Vicenza, Bari, Prato e Roma Per rimanere aggiornato sugli step progettuali continua a seguire il sito

COS’E’ L’AMMONIMENTO o LA PROCEDURA DI AMMONIMENTO

L’ammonimento è un provvedimento che ha lo scopo di “richiamare” o “avvertire” una persona che compie atti persecutori e/o violenti, che non costituiscono ancora reato, affinché interrompa la propria attività molesta prima di andare incontro ad un peggioramento che renda inevitabile l’attivazione di un processo penale.

- Chi può richiedere l’ammonimento?

Chiunque subisca atti persecutori

Chiunque subisca o conosca persone che stiano subendo violenza domestica.

La procedura rimarrà anonima

- Cosa bisogna fare per richiedere l’ammonimento?

Basta recarsi al più vicino comando dell’Arma o a un ufficio della Polizia di Stato, che trasmetteranno al Questore la richiesta di ammonimento.

Non è necessario essere accompagnati da un avvocato e la procedura rimarrà anonima, per cui in nessun caso la persona che verrà ammonita saprà chi è stato a fare la segnalazione

- Come funziona la procedura di ammonimento?

Verranno raccolte dall’ Autorità Giudiziaria tutte le informazioni necessarie correlate alla narrazione degli eventi al fine di accogliere o respingere la richiesta di ammonimento. L’unica cosa che conta, quindi, è saper esporre i fatti in modo chiaro e il più dettagliato possibile. Quando possibile e se presenti, si possono allegare documenti e referti che confermino ciò che si sta raccontando.

Se la segnalazione di una situazione di violenza viene fatta da terzi, verrà contattata dall’autorità la vittima che è protagonista diretta dei fatti e che verrà coinvolta nelle indagini

- Cosa succede alla persona nei cui confronti viene chiesto l’ammonimento?

Il soggetto “segnalato” verrà convocato dal Questore per un richiamo verbale e verrà dissuaso dal compiere azioni dannose e persecutorie. In quella sede verranno, inoltre, spiegate le conseguenze qualora proseguisse con i comportamenti lesivi.

Nelle città in cui è attivo il protocollo Zeus, il soggetto verrà inviato a un’équipe di specialisti per iniziare un percorso trattamentale. Questo percorso gli permetterà di modificare i propri comportamenti sospendendo le condotte lesive

- Se si richiede l’ammonimento si dovrà affrontare un processo?

No, l’ammonimento è un primo atto formale amministrativo volto a prevenire l’aggravarsi dei comportamenti, ma non prevede un processo

- In cosa consiste il percorso trattamentale?

Il soggetto ammonito parteciperà a una serie di colloqui individuali, condotti da psicologi e criminologi, con l’obiettivo di rivedere i suoi comportamenti e di interrompere le condotte persecutorie e violente. L’équipe dei professionisti collaborerà con le Forze dell’Ordine e si terrà in contatto con la persona che ha subito gli atti lesivi, per monitorare costantemente la situazione.

- Quale sostegno può avere chi subisce atti persecutori o violenza?

Al momento della segnalazione, alla persona che subisce atti persecutori o violenza verranno fornite informazioni relative ai servizi specialistici (RETE DAFNE- PROGETTO FILIGRANA:UNA RETE PREZIOSA PER TESSERE IL FUTURO E ALTRI SERVIZI) presenti sul territorio dove risiede. Verrà inoltre richiesto il suo consenso ad essere contattata dai professionisti che hanno preso in carico il soggetto ammonito, per un costante monitoraggio della situazione

- Cosa succede se, nonostante l’ammonimento, la persona persiste nelle sue condotte lesive?

Se, nonostante l’ammonimento, il soggetto persiste nelle sue azioni, si potrà dare avvio al procedimento penale, senza necessità di querela da parte della persona che ha subito violenza. Inoltre, il soggetto potrebbe andare incontro ad un aumento della pena. 

Questura di Cagliari, Via Amat 9 09129 (CAGLIARI - CA) Telefono: 0706027325 Email: anticrimine.quest.ca@pecps.poliziadistato.it

Questura di Roma, Via di San Vitale 15, 00184 (ROMA - RM) Telefono: 0646861 Email: quest.rm@pecps.poliziadistato.it

 

Il partenariato CIPM Milano e CIPM Sardegna è aggiudicatario dell'esecuzione del Progetto" Interventi rivolti agli autori di violenza di genere e nelle relazioni affettive" L.R. n. 48/2018 ART.9 su tutto il territorio della Regione Sardegna

Al via il Progetto ReStart. "Riabilitare i rei Sessuali attraverso il Trattamento"

ll Progetto ReSTart si pone l’obiettivo di combattere la violenza sessuale e prevenire la recidiva attraverso un percorso trattamentale rivolto agli autori di condotte sessuali violente a danno di donne e minori. Tale percorso, improntato sul modello di trattamento clinico-criminologico integrato sviluppato dal CIPM dal 2005 nell’Unità di trattamento intensificato per autori di reati sessuali presso a C.R. di Milano-Bollate, e dal 2009 presso il Presidio Criminologico Territoriale del Comune di Milano, verrà attivato in altre 6 località italiane (Cagliari, Genova, Pavia, Piacenza, Prato, Roma) ed implementato sul territorio milanese. Dato il carattere preventivo, innovativo e di interesse nazionale il progetto è stato selezionato come beneficiario di un finanziamento da parte del Fondo di Beneficienza del Gruppo Intesa San Paolo. “Si ringrazia il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo”.

Firma del Protocollo Zeus tra il Questore di Cagliari, dott.Pierluigi D'Angelo e la presidentessa del CIPM Sardegna dott.ssa Susanna Murru

La presidentessa del CIPM Sardegna, dott.ssa Susanna Murru e la Dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Cagliari, Dott.ssa Catia Paganelli

Dopo il CIPM Milano anche a Cagliari il CIPM Sardegna firma il Protocollo Zeus con la Questura di Cagliari.

Stamattina alle ore 12.30 il CIPM Sardegna ha sottoscitto con la Questura di Cagliari, in persona del Questore dott. Pierluigi D'Angelo, il Protocollo d'intesa "Zeus" che introduce nei decreti di ammonimento la cosidetta "ingiunzione trattamentale" ai soggetti ammoniti dal Questore. I soggetti ai quali viene notificato il provvedimento di ammonimento per atti persecutori e violenza domestica potranno rivolgersi al CIPM Sardegna per intraprendere un percorso rieducativo e trattamentale finalizzato alla comprensione del disvalore delle condotte violente poste in essere per la prevenzione della recidiva.

L'attuazione del Protocollo "Zeus" rappresenta un importante strumento di prevenzione per queste tipologie di violenza e nasce dalla sinergia tra la Polizia di Stato e il CIPM consentendo il monitoraggio di casi critici. 

Attraverso tale accordo di collaborazione, i soggetti ammoniti per atti persecutori e per violenza domestica, in sede di notifica presso la Divisione Anticrimine della Questura, che è l’ufficio che cura l’istruttoria per l’irrogazione delle misure di prevenzione, verranno esortati a rivolgersi al CIPM Sardegna per intraprendere un percorso orientato all’acquisizione della consapevolezza del disvalore sociale e penale delle azioni commesse. Successivamente il CIPM Sardegna, che si avvale di un’equipe di lavoro multidisciplinare (avvocati, criminologi, psicoterapeuti, sociologi, educatori e mediatori), comunicherà alla Questura la mancata presentazione del soggetto, la sottoposizione al percorso ovvero l’abbandono del trattamento. Comportamenti che il Questore di Cagliari valuterà come sintomatici o meno del persistere della pericolosità sociale.

Prevenire le violenze domestiche: anche un questionario può aiutare- Il Nuovo Giornale

Indagine esplorativa dei CIPM . Rispondi ai quesiti gentilmente!

Avviso Urgente!

Si avvisano i partecipanti ai gruppi trattamentali, che gli operatori del CIPM Sardegna hanno ripreso le attività. Grazie

Cipm Sardegna

Chi siamo

 

Il C.I.P.M. Sardegna ovvero Centro Italiano per la Promozione della Mediazione e la Giustizia Riparativa è una associazione fondata nel Luglio del 2018 a Cagliari da un gruppo di Criminologi, Mediatori, Psicologi, Pedagogisti e Avvocati. Essa costituisce la prima presenza organizzata sul territorio regionale per la formazione e la diffusione delle pratiche della mediazione e giustizia riparativa. Fa capo all'esperienza del C.I.P.M. di Milano, a guida del Prof. Paolo Guglielmo Giulini, fondato nel marzo del 1995. 

Da allora il C.I.P.M., dopo anni di attività ha aperto numerose sedi decentrate sul territorio nazionale e promosso attività convegnistica nazionale ed internazionale sui temi e le prassi della mediazione dei conflitti e della giustizia riparativa.

Il CIPM Sardegna porta avanti vari progetti tra carcere e territorio tra i quali:

- interventi dedicati agli autori di reati sessuali all'interno della Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Cagliari-Uta;  

- interventi dedicati agli autori di reati sessuali su invio dell'U.I.E.P.E. (Ufficio Interdistrettuale per l'esecuzione penale esterna);

- interventi sugli autori di violenza domestica, maltrattamento, stalking e cyber bullismo;

- interventi sui soggetti ammoniti su provvedimento del Questore;

- Servizi di mediazione penale;

- Interventi di coesione sociale;

- interventi di prevenzione primaria dell'abuso sessuale sui minori presso gli istituti scolastici;

- interventi di formazione, aggiornamento professionale e supervisione per gli operatori del settore;

- consulenze psicologiche e criminologiche;

- mediazione dei conflitti nell'ambito dello sport.